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Programa Jornada 15 anys OSPDH (Observatorio del Sistema Penal y los Derechos Humanos de la Universidad de Barcelona). BCN Marzo 2016.

Herramienta contra la violencia institucional (SIRECOVI)

Presentación SIRECOVI. BCN Marzo 2016

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El adjunto documento se encamina a desenmascarar los mitos existentes en relación a nuestro sistema penal, y sigue vigente años después de su publicación. Yo diría que aún más vigente, si cabe.

El secreto mejor guardado del CSID: ¿Cómo mi mujer me ha soportado cuarenta años de casados? (23 de Abril de 2016)

"Noticia" bastante acertada!!!. Y lo seguirá siendo mientras no se cuestione el quién define las normas, en base a qué poder y persiguiendo qué intereses (alejados a los de la mayoría).

Publicació del I Informe de la RELAPT (2016)

 
Primer Informe de la Xarxa Euro-Llatinoamericana per a la Prevenció de la Tortura i la Violència Institucional (RELAPT), presentat a la III Trobada Internacional de la Xarxa celebrat a Sant Josè de Costa Rica els dìas 17 i 18 de febrer d'enguany.
 
L'Informe recull la informació sobre la situació penitenciària i de mecanismes de prevenció i sanció de la tortura dels països membres de la Xarxa, amb base a la informaciòn presentada pels diferents partners que la conformen.
 
L'informe ha estat coordinat per Maria Celeste Tortosa de l'Observatori del Sistema Penal i els Drets Humans de la Universitat de Barcelona
 
Link a l'informe (en castellà)
 
21/05/2016

El Tribunal d'Estrasburg condemna per vuitena vegada a l'Estat espanyol per no investigar la tortura

Empieza a ser del todo vergonzoso que España sea acreedora a tanta merecida condena por su desidia en la investigación de presuntas torturas.

Presentació Informe aïllament penitenciari a Catalunya (OSPDH)

Presentació Informe aïllament penitenciari a Catalunya (OSPDH):

http://www.ub.edu/ospdh/ca/presentacio-informe-aillament-penitenciari-catalunya

European Observatory on Alternatives to Custody

Presentación informes finales del proyecto europeo relativo a medidas alternativas al encarcelamiento en Europa. El Observatorio del Sistema Penal y Derechos Humanos (OSPDH) es el socio español

 

 

 

 

OSPDH

Violencia Policial en Cataluña

 

                                                el 1 de octubre de 2017

Sistema de Registro y Comunicación de la Violencia Institucional

SIRECOVI

 

http://www.ub.edu/ospdh/sites/default/files/documents/noticies/informe_sirecovi_1-o_cast.pdf

OSPDH

 
 

Dures crítiques a Espanya en últim informe del Comitè per a la Prevenció de la Tortura del Consell d'Europa

 

 

Enlace a un interesante artículo el cual, entre otros contenidos, ofrece una versión alternativa a la "procesista" -y en mi opinión, más ajustada a lo realmente acontecido en Catalunya- en relación al reciente fervor independentista catalán por parte de su Govern:

 

http://federalistesdesquerres.blogspot.com/2018/02/soy-federalista-porque-soy.html?m=1

Butlleti SIRECOVI Privacio de Llibertat i drets humans (OSPDH març 2020):

http://www.ub.edu/ospdh/ca/bulleti-sirecovi-marc-2020-vol-2

 

coronavirus y prision en catalunya

Informe OSPDH
Enlace: http://www.ub.edu/ospdh/sites/default/files/documents/publicacions/estado_cuestion_catalunya_catala_compressed.pdf

 

In ricordo del caro amico Roberto Bergalli (1936-2020)

Dario Melossi Università degli Studi di Bologna

Nuova serie Dei Delitti e delle Pene, 13 mayo de 2020

 

20 Revista Crítica Penal y Poder. 2020, nº 20, junio-julio (pp. 19-22) OSPDH. Universidad de Barcelona

Nella foto si vedono un giovane Dario Melossi che trasporta un abbastanza giovane Roberto Bergalli sul cannone della sua bici nell’anno 1996 (a de a di René Van Swaaningen, che ringrazio per la foto!) so o il portico di via Zamboni a Bologna, probabilmente di fronte all’(allora) Facoltà di Giurisprudenza. Molto probabilmente in occasione di una riunione del gruppo che aveva dato vita, parecchi anni prima, nel 1984, al "Common Study Program on Criminal Justice and Critical Criminology", la creatura di Alessandro Bara a, che riuniva i contributi della criminologia critica di molti contesti europei (ed oltre) e a cui Roberto Bergalli aveva collaborato sin dall’inizio, insieme ad altri numi tutelari della criminologia critica europea, come ad esempio Jock Young (per alcuni dei fa i e date qui menzionati si veda l’articolo di necrologio dedicato a Roberto Bergalli da Iñaki Rivera Beiras e Héctor Silveira su "El Pais" del 6 maggio).

Non ricordo la prima volta che incontrai Roberto, anche se potrebbe essere stato assai probabilmente in quella sorta di Mecca della criminologia critica continentale che fu l’Istituto di Filosofia del Diri o e Filosofia Sociale della Università di Saarbrücken, dire o da Alessandro Bara a, dove io mi venni a trovare per diversi mesi nel 1975. In quegli anni Roberto era stato in visita, con una borsa Humboldt, in Europa e sopra u o in Germania e in Italia, come si conveniva ad un giurista argentino dell’epoca, un periodo durante il quale ebbe a conoscere alcuni dei protagonisti della scena giusfilosofica e criminologicopenalistica europea come Winfried Hassemer, Marino Barbero Santos e Giuliano Vassalli.

Quei conta i, mi raccontò in seguito, sarebbero stati cruciali di lì a poco, perché rientrato in Argentina e nel suo ruolo di magistrato, all’indomani del colpo di stato di Videla, nel marzo 1976, sarebbe stato sequestrato e privato della libertà e solo una campagna internazionale di solidarietà – dove assai importante fu il ruolo, mi diceva, del leader socialista italiano Giuliano Vassalli – ne avrebbe poi assicurato la liberazione e il successivo esilio, a partire dall’Aprile 1977. Tale esilio lo avrebbe portato di nuovo in Germania e poi a stabilirsi infine all’Università di Barcellona, dove avrebbe iniziato la sua In ricordo del caro amico Roberto Bergalli (1936-2020)

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lunga ba aglia per l’acce azione della disciplina criminologica quale disciplina degna di apparire alla pari tra i corsi di una Facoltà di Giurisprudenza. A Barcellona Roberto fondò, insieme ad un altro esiliato, il penalista cileno Juan Bustos, una rivista chiamata "Poder y Control", che era una naturale rivista gemella della nostra "La questione criminale" a Bologna, due tra le riviste che, nella seconda metà degli anni Se anta e primi anni O anta, stavano fondando il nuovo movimento internazionale della criminologia critica.

Rincontrai poi Roberto al mio rientro dagli Stati Uniti nei primi anni Novanta quando appunto, grazie agli sforzi di Alessandro Bara a, una nuova ca edra di criminologia venne inaugurata alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Bologna. Il mio rientro coincise con l’elezione di Roberto a Dire ore dell’Istituto Internazionale di Sociologia Giuridica di Onate, nei Paesi Baschi, ove egli occupò tale posizione dal 1993 al 1995. A Onate Roberto mi invitò ad organizzare insieme a lui un "Summer Course" che mi diede la possibilità di fare la sua conoscenza più da vicino (e insieme a lui della meravigliosa Serena Barkham, che a Onate aveva da poco conosciuto, e che l’avrebbe poi accompagnato sino all’ultimo). Onate stava divenendo in quegli anni un prezioso centro di collegamento e diffusione della sociologia del diri o tra Europa meridionale (sopra u o Spagna e Italia), America Latina e America del Nord, ed Europa Se entrionale e, so o la guida di Roberto, anche un centro delle correnti più critiche della sociologia del diri o.

Come molti di noi, Roberto fu un vero "uomo marginale"! Marginale, non tanto nel senso di questo agge ivo nelle lingue latine, quanto nel senso della lingua inglese, come nel grande saggio di Robert Park sul "Marginal Man", cioè colui che si trova sul margine tra più mondi, più culture, più realtà (Edge People, li chiamò il grande Tony Judt). Tra culture innanzitu o. Ricordo che un giorno, ai miei racconti sul fenomeno delle minoranze e della discriminazione negli Stati Uniti, immediatamente rispose che si tra ava di una condizione che conosceva bene, per l’essere lui un "sudaca", il termine (apertamente dispregiativo) che viene usato per i migranti latino-americani in Spagna (e la Catalogna in questo senso non fa eccezione). In più, si tra ava di un sudaca-criminologo che si era venuto a trovare in una delle più rinomate Dario Melossi

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Facoltà di Giurisprudenza di Spagna, al margine, quindi tra diri o, diri o penale in particolare, e scienze sociali – un aspe o che a me e a Massimo lo faceva sentire particolarmente vicino, vista la marginalizzazione della criminologia nelle Facoltà di Giurisprudenza italiane. Ma anche era, Roberto, al margine, in quel contesto, per il suo cara ere personale, per la sua temperamentale carica umana, per la sua creatività, per la sua vitalità, che mal si confacevano con il tono distaccato, quasi assopito direi, che generalmente cara erizzava, salvo poche eccezioni, il clima umano e culturale delle Facoltà di Giurisprudenza, di Spagna, o, quanto a questo, d’Italia… Ed infine, la sua visione della criminologia era sulla cuspide tra diri o e politica. Non per nulla una delle sue più durature creazioni, una volta rientrato all’Università di Barcellona da Oñate, fu quella di fondare, insieme a Iñaki Rivera Beiras e Héctor Silveira, l’"Observatorio del Sistema Penal y los Derechos Humanos".

Questa specifica accezione di "marginalità" contribuiva a fare di Roberto un essere umano straordinario, il tipo di essere umano che in lingua inglese viene definito "larger than life", di assai difficile traduzione in italiano, "più grande della realtà", una presenza maiuscola, a tra i quasi un po’ imperiosa – Massimo sopra u o amava chiamarlo "el General"! – preda di subitanei amori e allo stesso tempo di avversioni improvvise e profonde quando ritenesse che il suo amore non fosse totalmente ricambiato. In poche parole, Roberto fu tra coloro che non lasciano il mondo come lo trovano, che vi imprimono il proprio segno, un "grand’uomo" se uno ne fu dato.

 

Foto: Bologna, 1996 - Roberto Bergalli e Dario Melossi Dario Melossi